BIOGRAFIA

Uno dei maestri storici della Pop Art,Tom Wesselmann e’ famoso soprattutto per i suoi ”Great American Nudes”, che egli comincio’ ad esporre nei primissimi anni Sessanta. E’ sempre stato considerato il piu’ elegante (ed in un certo senso il piu’ ”europeo”) dei pop americani: quasi il continuatore della ”classicità moderna” di Matisse. Egli porta a Venezia proprio alcuni grandi nudi, dipinti in questi ultimi anni, che riprendono, con lo stile della sua splendida maturità, quegli ”incunaboli” famosi, ormai visibili soltanto nei maggiori musei del mondo. Si ricordano i quattro grandissimi ”Sunset Nude”, oli su tela costruiti a nette campiture piatte di colore, con una freschezza erotica e un delicato naturalismo che indicano rinnovamento dell’arte d’oggi nel solco dei maestri antichi. Non a caso Wesselmann oggi gode di enorme popolarità: egli, secondo i dettami della piu’ aggiornata interpretazione critica concilia l’attuale con il passato, confermandosi appunto il piu’ classico degli artisti Pop. Oltre ai nudi, l’artista presenterà alcune recentissime sue opere, per la prima volta esposte in Italia, fatte di lastre di alluminio ritagliate e quindi dipinte: composizioni che si direbbero astratte, ma che conservano una fascinosa allusività nel giuoco dinamico delle forme che sembrano scattare nello spazio. Nato a Cincinnati nel 1931, quindi piu’ giovane di qualche anno di Rauschenberg, Jones e Warhol, Tom Wesselmann fu tra i primi artisti della Pop Art ad avere successo. Già nel 1960 egli si impose con i grandi nudi che, come ha scritto Lucy Lippard, ”fondono gli arabeschi e la brillantezza cromatica di Matisse con la linea sinuosa di Modigliani e con la struttura rigorosa di Mondrian”. La prima mostra dei ”Great American Nudes” risale al 1961 a New York. La critica riconobbe subito la sua maniera tutta americana di rappresentare sinteticamente figure ed oggetti della vita quotidiana e, nel contempo, saluto’ la trasmissione di una gloriosa cultura europea. Già allora un critico del calibro di Rublowsky parlo’ di Wesselmann come di un ”artista classico” per l’attenzione posta ai problemi dello spazio e della solidità compositiva. Naturalmente anche Wesselmann, come i suoi colleghi della Pop Art, era passato attraverso l’espressionismo astratto e, prima ancora, attraverso l’acquisizione dei moduli surrealistici. Ma il suo stile divenne ben presto nitido e inequivocabile. Dagli anni Sessanta ad oggi Wesselmann e’ rimasto sempre fedele a quella su ”linea”, ma con interessanti varianti. Egli si impose negli anni Settanta, ad esempio, con la serie delle ”Still life”, le nature morte tipicamente americane costruite, sempre a campiture piatte e giustapposizioni di colore, sulla base di oggetti comuni della vita americana: scatole di birra, apparecchi radio, bottigliette di bibite, pacchetti di sigarette, finte facciate di edifici: il tutto prelevato (se cosi’ si puo’ dire) dai cartelloni giganti della pubblicità stradale. Spesso le immagini sono applicate, a mo’ di collage, su intelaiature. Si tratta di opere, rispetto ai ”Grandi nudi”, piu’ fredde, volutamente impersonali, eppure nitide e brillanti, esempi di un’interpretazione artistica del consumismo popolare americano. Seguirono poi gli ”Smokers”, gigantesche labbra femminili da cui pendono sigarette accese e fumanti. Dal 1985 l’artista uso’ il laser per incidere i suoi disegni su lastre di alluminio tagliate e lavorate con filigrane colorate. Anche in queste opere, comunque, Wesselmann conserva l’approccio diretto – diremmo manuale – con l’immagine, senza mai apparire artificioso e sofisticato. Naturalmente lunghissima e’ la sua bibliografia; centinaia sono le sue mostre personali; e la sua fama s’e’ diffusa da decenni ormai in tutto il mondo.

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